Dalla spiaggia nera alla laguna glaciale

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Ebbene si, ieri sera all’arrivo in hotel sentivamo il rumore delle onde che si infrangevano sulla spiaggia, ma nulla poteva preparaci allo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi una volta tirate su le tende della camera…la spiaggia nera di Vik, e noi ci siamo proprio sopra!!!

Facciamo colazione in fretta per non perdere neanche un minuto di questa nuova giornata. Ci imbacucchiamo per bene (il termometro è prossimo allo zero) ed usciamo in spiaggia.

Il nostro albergo si trova alle falde della scogliere da cui inizia la spiaggia. Una distesa immensa di sabbia nera crea, con il bianco della spuma delle onde del mare, un gioco di contrasti davvero unico ed emozionante. Le onde sono altissime, c’è vento, ed il cielo è bianco come le onde del mare.

Rimarrei qui per sempre.

Michele non resiste al fascino del bianco e nero e si avventura verso il bagnasciuga per catturare lo scatto perfetto, ma la forza della natura si fa beffa di lui ed un’onda più grande delle altre va ad infrangersi sulle sue gambe; a nulla servono pantaloni e scarpe impermeabili…il resto della giornata sarà in calzamaglia e ciabatte! Ahahahahahahah…..

Riprendiamo così, con lui tutto bagnato, il nostro fuoristrada e ci mettiamo in cammino…almeno adesso guido io!!!

La strada è lunga, dobbiamo arrivare alla famosa laguna glaciale di Jökulsárlón.

Il tragitto in auto è tutto un fermarsi per godere degli scenari che si presentano alla nostra vista. Il paesaggio cambia spesso, ed ogni vista è più bella della precedente. Il potente Vatnajökull  domina la regione, attraversiamo vallate e deserti di ghiaccio, intravediamo fattorie sperdute, l’unica cosa che non troviamo sono centri abitati. Per strada incociamo un paio di pullman di giapponesi, la cui attenzione è attirata più da Michele che fotografa in ciabatte a zero gradi che dalla bellezza del posto in cui ci troviamo.

Arriviamo nei pressi di Jökulsárlón che è già pomeriggio inoltrato (le scarpe di Michele sono finalmente asciutte!), sulla nostra sinistra delle collinette rocciose ci separano dalla laguna glaciale, la intravediamo tra una collinetta e l’altra e non resistiamo, dobbiamo scendere e risalire la collinetta, non possiamo aspettare di arrivare al parcheggio. Accostiamo lungo una piazzola di sosta, Michele deve aprirmi lo sportello dell’auto, che non riesco ad aprire da sola  tanto è forte il vento. A fatica scaliamo la collinetta rocciosa, il vento mi fa opposizione e quasi volo via, ma una volta giunti in cima la vista ripaga degli sforzi fatti.

Sotto di noi si apre, in tutta la sua bellezza la grande laguna glaciale, dove vento e acqua scolpiscono iceberg dalle figure fantastiche. Riprendiamo l’auto per giungere all’ingresso della laguna, la nostra intenzione è fare un giro su uno dei tanti mezzi anfibi che ti traghettano nella laguna fin quasi sotto gli iceberg, ma la fortuna questa volta non è dalla nostra parte, c’è troppo vento e gli anfibi non partono.

Anche qui c’è una delle famose webcam e chiamo papi in Italia per un altro salutino in diretta.

Dalla laguna ci spostiamo poi sulla spiaggia dove gli iceberg prendono il largo in mare, qui è piano di fotografi, e non nascondo che mi diverte vedere i più avventurosi fare la stessa fine che ha fatto Michele a Vik questa mattina.

Lo spettacolo delle luci del tramonto che colorano i cristalli di ghiaccio sulla spiaggia (anche qui nera) non ci fa rendere conto del tempo che passa… e si fa così buoi, ma la nostra metà per questa sera è Höfn e c’è ancora un’oretta di macchina da fare.

Giungiamo ad Höfn con una fame da lupi, la città è famosa per le sue “aragoste islandesi” e ci dirigiamo direttamente verso quello che ci è stato indicato come uno dei migliori ristorante della città, il “Kaffi Hornid”, una casetta di legno all’inizio della cittadina, dall’atmosfera molto calda ed accogliente.

Non potevamo non ordinare le tipiche “aragoste islandesi” che in realtà sono degli scampi dalle dimensioni molto più grandi di quelli che conosciamo noi in Italia. Prendiamo quindi scampi fritti gratinati, zuppa di scampi, pasta agli scampi, anche se Michele non resiste al “fascino” della classica e cara Hamburger, e qui in mio papi direbbe: “Pessimo”!!!

Anche oggi abbiamo fatto tanta strada, visto tanti luoghi che hanno già trovato il loro posticino nei nostri cuori, e stanchi ma contenti andiamo a nanna…a pancia piena!

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