Il paradiso c’è ed è al lago Myvatn

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Oggi è stata una giornata dura, trascorsa per la maggior parte del tempo in auto, ma è finita nei migliore dei modi… ecco a voi il racconto:

Siamo partiti presto perché avevamo tanta strada da fare, il programma di viaggio prevedeva la traversata da sud a nord. Le nostre buone intensioni sono state però presto distolte dall’ennesima spiaggia nera che ha attirato la nostra attenzione, abbiamo così fatto la prima sosta fotografica.

La lunga strada da Höfn alla regione del lago Myvatn ci ha offerto tanti scenari diversi, e tutti belli, siamo passati tra pianure verdi, montagne innevate, sorgenti di acqua calda e speroni di roccia.

Nel tardo pomeriggio siamo giunti a Dettifoss, la più imponente cascata d’Europa, che ci ha impressionato con la sua grande mole d’acqua. Invece di tornare indietro, per raggiungere il lago Myvatn decidiamo di seguire la strada più lunga, ci dirigiamo così verso la costa nord, e facciamo tappa nella piccola cittadina di di Husavik, dove ci fermiamo per la cena in un caratteristico localino sul porto famoso per il filetto di merluzzo impanato e fritto, il “Fish and Chips”. La cittadina è quasi deserta, il sole è calato e l’aria fredda e tersa colora il mare di un blu brillante, è un luogo che trasmette davvero serenità.

Anche se è già buoi, e qui si va a letto presto, non possiamo andare a dormire senza aver sperimentato una delle cose di cui sentirò certamente la mancanza una volta tornati in Italia: i Bagni Termali del Myvatn.

Manca un’ora alla chiusura quando giungiamo sul posto, di fretta paghiamo l’ingresso e ci fiondiamo verso gli spogliatoi per indossare il costume. Non so perché ma ero convinta che si trattasse di piscine termali coperte, quindi tranquillamente seguo le indicazioni tra lo spogliatoio e la piscina e quando apro la porta mi ritrovo all’aperto, completamente al gelo, dopotutto fuori ci sono -2 gradi.

A pochi metri da me vedo un laghetto di acqua fumante, il tutto immerso nella penombra, soltanto un faro dalla fioca luce illumina la sorgente ed i vapori dell’acqua bollente rendono la scena suggestiva. Dopo l’impatto col freddo, la visione di quel tepore proveniente dall’acqua mi spinge a fiondarmici dentro; una volta immersa la sensazione di benessere è indescrivibile. Inizio a cercare mio marito tra le varie persone immerse, lo scorgo poco dopo ancora fuori dalla sorgente, mi vede, mi raggiunge e concordiamo sul fatto che il paradiso dev’essere poco diverso dal quel posto.

Qui è abitudine degli abitanti del posto rilassarsi di sera in luoghi del genere. C’è chi chiacchiera, chi sorseggia un drink, chi ne approfitta per fare maschere al viso o impacchi alla pelle.

All’esterno un grande orologio segna contemporaneamente l’ora ed i gradi della temperatura esterna, si fa ora di uscire e fuori siamo scesi a -3. No, decisamente non voglio uscire, voglio rimanere qui per sempre…ma non si può allora via di corsa verso il caldo degli spogliatoi.

Torniamo in macchina completamente rigenerati…ora possiamo andare a dormire contenti.

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