La terra del ghiaccio…la terra del fuoco

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Nuovo giorno, nuovo scenario, abbandonati gli iceberg del sud, siamo passati dalla terra del ghiaccio alla terra del fuoco. La nostra prima tappa è Hverir, una paesaggio lunare dalle tinte che spaziano dall’ocra all’arancio caratterizzato da pozze di fango ribollenti, soffioni, depositi sulfurei e fumarole. Qui il fuoco del sottosuolo sembra volersi sprigionare ad ogni angolo. L’odore nell’aria è quello tipico dello zolfo.

Ci muoviamo poi verso la zona del Krafla, dove ammiriamo crateri fumanti, laghi dalle acque turchesi e fiumi di acqua bollente, insomma ovunque è meraviglia.

E’ ora di pranzo quando giungiamo a Godafoss, l’ultima cascata in scaletta nel nostro programma di viaggio. Dopo la visita alla cascata, il nostro viaggio prosegue in direzione di Laufàs per una veloce visita alla case con tetti in torba.

Trascorriamo il pomeriggio in auto per raggiungere la penisola di Vatnsnes, la nostra mission è il tramonto sul faraglione di Hvitserkur. Secondo la leggenda, Hvitserkur era un troll che fu sorpreso dal sorgere del sole ed è stato quindi pietrificato, altri invece lo additano come il dinosauro che si abbevera in mare.

La zona è completamente isolata, fortunatamente troviamo una camera in una pensioncina, ma non c’è ristorante e soprattutto non ci sono locali o negozi per diverse centinaia di chilometri;  qui ci torna utile il consiglio della Lonely Planet di avere sempre scorte di viveri nel cofano, così ci ritroviamo a metter su una cena a base di panini all’olio ed affettati nella nostra stanzetta di legno.

Le previsioni portano la possibile presenza della famosa aurora boreale questa notte, Michele imposta una sveglia ogni ora per monitorare il cielo, io intanto vado a nanna….

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