Tra geyser e cascate…tutta la forza della natura!!!

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Ieri sera col buio poco abbiamo visto della zona in cui ci troviamo, ed al nostro risveglio il panorama davanti al quale ci siamo trovati è stato emozionante. Siamo in aperta campagna, il cielo per il momento è chiaro e qualche metro dopo la nostra auto ci sono dei cavalli islandesi al pascolo, a perdita d’occhio non è ombra di altre costruzioni, sulla strada non passa neanche un auto…e  noi respiriamo aria pure… fredda, gelida, ma pura.

La prima tappa della giornata e la cascata di Gulfoss, nota anche come cascata degli dei, un salto di tot metri di una bellezza unica. Prima di partire, avevo trovato un sito web www.livefromiceland.is, dove c’è la diretta delle immagini delle webcam da alcuni dei punti più famosi d’Islanda, e questo è uno di quelli, quindi individuo la webcam, mi ci piazzo davanti e telefono in Italia al mio papi per farlo collegare al sito per un saluti in diretta… ah, le meraviglie della tecnologia!!!!

Facciamo una sosta in un locale per la prima colazione, Michele si tiene sul tradizionale con cornetto e cappuccino, io mi calo nell’ambente e prendo la famosa zuppa d’agnello. La tappa successiva è Geysir, un sito naturale famoso per la presenza dei più antichi geyser, in particolare lo Strokkur ci offre ogni 5/8 minuti uno spettacolo affascinante, il suo spruzzo di acqua bollente arriva a toccare 30/35 mt di altezza, andando a formare una nuvola di vapore che a seconda del vento fa la “doccetta” al visitatore distratto di turno.  Il clima qui è davvero instabile, il sole spunta e si rinasconde dietro le nuvole dando il tormento a Michele per trovare il “controluce” perfetto, accompagnati dal sole decidiamo di tornare in macchina per metterci in cammino verso la nostra prossima tappa, ed appena saliti, e chiusi gli sportelli, una grandinata improvvisa si abbatte su di noi, eppure pochi secondi prima il cielo era diventato completamente azzurro, libero dalle nuvole. Certo, siamo stati proprio fortunati! Per questa volta il pericolo doccia è scampato, ma sarà sempre così??? Speriamo!!!

Ci rimettiamo in viaggio, dopo aver fatto scorta di viveri in uno dei supermercati locali, come consigliato dalla nostra Lonely, mai mettersi in viaggio senza qualcosa da mangiare in macchina, perché potrebbero passare ore prima di trovare qualche centro abitato. Impostiamo la prossima tappa nel nostro navigatore, ci dirigiamo a sud, verso Skogafoss.

Affascinati dai paesaggi che si susseguono, inizialmente non ci accorgiamo di non aver preso il Ring, ad un certo punto, dopo quasi tre ore di strada, cartelli di strada chiusa per pericolo lava iniziano a susseguirsi, e nel mezzo del nulla, il navigatore ci comunica di essere giunti a destinazione, ma di Skogafoss nessuna traccia. Siamo solo noi, il nostro Jimni e tutt’intorno una distesa di lava nera, non si vedono monti, cime…nulla!!! Tento di nuovo di impostare il navigatore e…la destinazione è a tre ore di distanza!!!

Cerco informazioni sulla mappa per capire dove ci troviamo e scopro che siamo nei “campi di lava” formatisi a seguito dell’eruzione del  Eyjafjallajökull del 2010. E’ vero, la nostra destinazione è ancora lontana, ma grazie a questo sbaglio del navigatore abbiamo avuto modo di vedere un paesaggio spettacolare che non era sulla nostra tabella di marcia, e pensandoci ora, sarebbe stato un peccato non vedere, in tal modo non avremmo mai saputo com’è trovarsi in un paesaggio lunare, e ne abbiamo approfittato per uno spuntino immersi nel nulla…che senso di pace!

Riprendiamo il cammino e presto ci immettiamo sul Ring, spulciano la guida, scopro che c’è un altro motivo per fare una sosta fuori programma, e questo motivo è la cascata di Seljalandsfoss, un meraviglioso salto d’acqua di 60 mt, caratteristica per il fatto che vi è un sentiero impervio che permette di arrivare fino a dietro la cascata e potersi godere lo scenario della potenza dell’acqua da una prospettiva diversa dal solito. Ci arrampichiamo per il sentiero e sbuchiamo dall’altro lato della cascata, c’è un simpatico ponticello dinanzi ad essa  e propongo a mio marito un autoscatto; c’è il sole, lui posiziona e regola la reflex sul cavalletto di fronte a me, imposta l’autoscatto a 10 secondi, corre per giungere sul ponticello con me per la foto, ed in una frazione di tempo, prima dei 10 secondi dell’autoscatto, una grandinata fortissima ci coglie di sorpresa. Stavolta non abbiamo avuto la stessa fortuna di questa mattina, ma grazie all’abbigliamento termico ed impermeabile, non abbiamo riportato danni!!! Dopo un paio di minuti, la grandinata termina, torna il sole, ed intorno a noi è tutto bianco, come se avesse nevicato. Ancora non mi abituo a queste variazioni climatiche. Siamo quasi al tramonto ma abbiamo ancora Skogafoss in lista per oggi e così ci dirigiamo verso l’ultima tappa di questa fantastica giornata.

Il frastuono della cascata ne precede la vista, il muro d’acqua che vola giù da un altezza di 60 mt, offre ai visitatori uno spettacolo unico, e nel complesso ci si sente davvero piccoli. E’ quasi buio, ma non vogliamo perderci la visuale panoramica che la scalinata di 700 scalini adiacente alla cascata offre. E cosi via, 1,2,3,4,5,6…698,699,700… arrivati… siamo al livello del salto, è stato faticoso, ma ne è valsa la pena!!!

Ormai è buio, ci tocca trovare un posto per la notte e così giungiamo a Vik, in questo periodo, come in tutti gli altri mesi invernali, la maggior parte degli hotel sono chiusi anche qui, ma noi siamo fortunati a trovare un alberghetto aperto, mentre entriamo sentiamo rumori di onde che si infrangono sulla spiaggia, ma è troppo buio per riuscire a vedere il mare…anche questa giornata è finita…non vediamo l’ora che sia domani!!!

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