W l’aurora boreale abbasso l’hakarl

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Ebbene si amici, siamo stati fortunati, l’aurora boreale questa notte c’è stata…e noi l’abbiamo immortalata. Mio marito alla seconda sveglia ha notato un bagliore verdognolo in cielo, mi ha così svegliato e siamo andati sulla scogliera per goderci lo spettacolo nel buio più completo.

Siamo tornati poi a dormire ed al risveglio ci siamo rimessi in auto ed abbiamo costeggiato tutta la penisola di Vatnsnes nella speranza di avvistare una delle tante colonie di foche tipiche della zona…inutile dire che anche qui la fortuna non è stata dalla nostra parte.

La prima tappa di oggi ci ha portato, dopo qualche ora di macchina alla fattoria di Bjarnarhöfn, e mi sto ancora chiedendo come mi sia saltato in mente!!!

La fattoria è il più grande produttore della zona di hakarl (squalo putrido). Siamo arrivati lì sotto una pioggia battente, quindi siamo scesi e ci siamo fiondati nell’annesso museo. Inizialmente eravamo gli unici ospiti, anche la biglietteria era deserta. Dopo qualche minuto un anziano signore è entrato e ci ha mostrato un video che esplicava tutta il processo produttivo, dalla pesca al confezionamento dello squalo. Dopo averci mostrato i vari cimeli del “museo” che in realtà sembrava essere più un vecchio capannone, ci ha invitati ad assaggiare un tocchetto di hakarl accompagnato dal un pezzetto del famoso pane di segale islandese.

Mossi da chissà quale incoscienza sia io che Michele ne abbiamo mangiato un pezzetto. Inutile dire che è stato il momento peggiore della nostra vita. Sembrava avessimo inghiottito un cubetto di ammoniaca, disgustoso. Salutato il “caro” vecchietto, approfittiamo del fatto che ha smesso di piovere e passiamo a visitare il capanno al vento dove i tranci di squalo vengono metti ad essiccare. Ecco, questa è una cosa che si può fare finché si ha il vento a favore, ma in Islanda il vento come il tempo cambia spesso, ed in un attimo il vento è cambiato e siamo stati avvolti da un odore nauseabondo che ha impregnato  i nostri vestiti. Nel corso della giornata abbiamo mangiato panini, gelati, bevuto coca cola, ma nulla è valso a toglierci da bocca quel sapore.

Percorriamo in auto gran parte della penisola di Snæfellsnes, che ci presente scenari naturalistici davvero meravigliosi, nel pomeriggio visitiamo la spettacolare chiesetta nera a  Búðir ed in serata ci dirigiamo verso la città di Borgarnes. Il nostro viaggio immersi nella natura finisce qui, domani è il nostro penultimo giorno in Islanda e lo abbiamo destinato a Reykjavik, la capitale, ma sappiamo già che tutto quello che abbiamo visto in questi giorni ci mancherà, così come ci mancherà quel senso di pace e di tranquillità che solo il contatto diretto con la natura può donare.

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